• San Diego 2012, seconda parte.

    San Diego 2012, seconda parte.

    SABATO 17 MARZO: “UPDATES IN HAIR DISORDERS”

    Il corso si preannunciava piuttosto interessante.
    Nella realta’ è stato esattamente il contrario.
    L’unico oratore che come al solito è stato piu’ che apprezzabile, sia per le informazioni scientifiche sia per l’ironia e l‘umorismo con cui le presentava, è stato Leonard Sperling, che ha dedicato il suo discorso alla “Psoriatic Alopecia”, una forma mista di Alopecia cicatriziale e di Alopecia areata.
    Grandissima delusione dalla relazione di Maria Hordinsky sull’Alopecia Areata, fitta di numeri e diagrammi ma totalmente priva di interesse terapeutico.
    Alte erano le aspettative della relazione di Matt Leavitt, dal titolo “Advanced Approaches to Hair Loss”. In realta’, dopo la parte iniziale dedicata ad uno studio, iniziato 8 mesi fa e tuttora in corso, sull’uso del Bimatoprost nell’Alopecia Androgenetica maschile, la relazione è stata interamente dedicata all’uso del “Laser comb”, prodotto da un’azienda di cui, guarda caso, il Dott. Leavitt è consulente. Oserei definire la relazione uno spot pubblicitario. Per fortuna l’American Academy mette a disposizione di ognuno un test di valutazione sul quale è possibile segnalare il proprio gradimento della sessione cui si è partecipato e degli oratori che ne hanno fatto parte. Ciò ci ha consentito di segnalare tutto il nostro disappunto, del tutto generalizzato nell’audience, nei confronti di un relatore che oltre a fare una relazione pubblicitaria ha abusato del tempo a disposizione, ritardando di parecchio e penalizzando gli oratori successivi .

    LUNEDI’ 19 MARZO: “ UPDATE ON ALOPECIA AREATA”

    La nostra aspettativa è alta, altissima, sia perche’ il numero di persone con alopecia areata è in aumento, sia perche’ tutti i nostri pazienti che soffrono di questa patologia sperano che noi torniamo con qualche bella novita’ terapeutica per loro.
    Oltretutto il forum è tenuto da due mostri sacri della tricologia: Jerry Shapiro, di Vancouver ed Elise Olsen, della Duke University, North Carolina.
    Le nostre aspettative terapeutiche sono andate totalmente deluse: non ci sono novità.
    Entrambi i relatori hanno preso in esame le diverse opzioni terapeutiche che abbiamo finora a disposizione, pur sottolineando che nel 34-50% dei casi è possibile una remissione spontanea.
    E’ stata ribadita l’efficacia dell’uso del cortisone intralesionale e l’assoluta inefficacia degli immunomodulatori topici come il Tacrolimus; parziale beneficio può derivare dall’uso del Minoxidil 5%, ma la eventuale ricrescita, molto lenta e graduale, richiede almeno 8 settimane prima di manifestarsi.
    Minimi sono invece i risultati con il laser ad eccimeri (308 nm) e nulli quelli con gli UVB a banda stretta.
    E’ stata invece interessante la proposta di associare il cortisone sistemico al Metotrexate, per meglio modulare il funzionamento del sistema immunitario.
    La parte piu’ interessante del forum, purtroppo senza risvolti terapeutici, è quella in cui Jerry Shapiro ha parlato delle ricerche della famosa genetista Angela Cristiano, la quale sostiene che l’alopecia areata sia la conseguenza della perdita del privilegio immunitario di cui gode il follicolo pilifero: in questo collasso immunitario il ruolo centrale è giocato dai linfociti CD8. Il gene incriminato nella genesi dell’Alopecia Areata si chiama ULBP3, ed è lo stesso gene che gioca un ruolo importante nell’origine di altre 3 patologie autoimmuni: l’artrite reumatoide, la celiachia e il diabete di tipo I.
    Siamo usciti dalla sessione un po’ delusi per la mancanza totale di novità terapeutiche, ma, e non è poco, con la consapevolezza che per curare i nostri pazienti che soffrono di Alopecia Areata facciamo veramente tutto il possibile.

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